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Calcioscommesse: in manette il portiere del Piacenza Cassano

CALCIO
sabato 4 febbraio 2012

Calcioscommesse: in manette il portiere del Piacenza CassanoArrestati il portiere del Piacenza Calcio Mario Cassano, 29 anni e Angelo Iacovelli, 44 anni, vicino agli ambienti sportivi del Bari. Gli arresti rientrano nell'ambito dell'operazione Last Bet ordinata dalla Procura di Cremona. Cassano, gia' compagno di squadra ed amico di Gervasoni e Zamperini (entrambi arrestati lo scorso dicembre come referenti italiani dell'organizzazione internazionale) dovra' rispondere dell'alterazione di quattro incontri dei campionati di serie B 2010/11 (Piacenza-Albinoleffe, Atalanta-Piacenza, Siena-Piacenza) e 2008/9 (Piacenza-Mantova).
Iacovelli sarebbe invece coinvolto nel "tentativo di manipolazione" di almeno quattro partite del campionato di serie A 2010/11 del Bari (Milan-Bari, Bari-Sampdoria, Bari-Roma, Palermo-Bari). Secondo quanto emerso dalle indagini, il ruolo di Angelo Iacovelli sarebbe stato quello di "anello" di collegamento tra i referenti balcanici dell'organizzazione (Ilievski e Gegic, del gruppo degli "zingari", attualmente latitanti) ed i calciatori del Bari, avvicinati negli alberghi dei ritiri pre-partita, per definire gli accordi illeciti finalizzati all'alterazione dei risultati di diverse partite dello scorso campionato di serie A.

Le indagini - condotte da una task force appositamente costituita da investigatori delle Squadre mobili di Cremona, Brescia, Bologna e del Servizio centrale operativo - hanno, ancora una volta, confermato "l'operativita' di un gruppo delinquenziale, avente epicentro a Singapore e basi operative nell'Est Europa con l'obiettivo di alterare i risultati delle partite di calcio, anche dei campionati italiani, per lucrare indebiti profitti sulle scommesse relative agli incontri truccati". In particolare, il portiere Cassano sarebbe stato corrotto piu' volte al fine di falsare i risultati dei match, sui quali il gruppo criminale avrebbe scommesso ingenti somme di denaro. Nello scorso dicembre erano stati individuati il capo dell'organizzazione, di stanza a Singapore, Tan Seet Eng (detto Dan) e i due suoi collaboratori principali, tutti destinatari di un mandato d'arresto internazionale. Tan Seet Eng, avvalendosi di una fitta rete di collaboratori, suoi connazionali e di alcuni Paesi dell'Europa dell'Est, al fine di condizionare a suo favore l'esito delle scommesse, avrebbe corrotto i giocatori per indurli a falsare i risultati delle partite.

Leggi l'articolo originale su: Agi

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