Denunciò l'anoressia alla Scala: licenziata
NOTIZIE NAZIONALI
sabato 4 febbraio 2012
Ha scritto un libro di denuncia sul mondo del balletto, La verità, vi prego sulla danza!, che ha suscitato molto clamore. Lo ha promosso rilasciando interviste e dichiarazioni «pesanti» in cui sosteneva che una ballerina su cinque alla Scala soffre di anoressia, che molte non riescono ad avere figli, che nei corpi di ballo dilagano «storie di corruzione, di minacce e di compromessi, per mantenere il proprio posto sul palco». In autunno, insieme a due colleghe, Podini e Galasso, ha scritto al sindaco Pisapia una lettera contro la direzione del balletto accusando il teatro di spese eccessive ed altro ancora per l’allestimento di Raimonda. Mariafrancesca Garritano, ballerina solista della Scala, 33 anni, sicuramente è una senza peli sulla lingua, forse un po’ troppo «comunicativa».
Adesso però è arrivata la risposta pesante da parte della direzione del teatro milanese. Licenziamento. Un comunicato scarno e inappellabile: «Il Teatro alla Scala si è visto costretto a risolvere il rapporto di lavoro con la signorina Maria Francesca Garritano in seguito alle interviste e dichiarazioni pubbliche da lei rilasciate ripetutamente in un ampio arco di tempo; dichiarazioni nelle quali si è concretizzata una lesione dell’immagine del Teatro e della sua Scuola di Ballo, nonché la violazione dei doveri fondamentali che legano un dipendente al suo datore di lavoro, facendo venir meno il necessario rapporto fiduciario che è alla base di tale legame».
Dal teatro fanno sapere inoltre che l’anoressia è un problema sociale che la scuola e il teatro seguono con attenzione e certamente non trascurano, e che il tema dell’alimentazione corretta è ben presente nella scuola.
Mentre l’interessata si è chiusa in un silenzio che raddoppia la curiosità, su Facebook è stata aperta una pagina di solidarietà dove si dice fra l’altro: «Con tutto il rispetto per una Nobile e famosa istituzione come la Scala che tutti amiamo e i cui lavoratori a differenza delle idee e degli accesi confronti tutti stimiamo, ci sembra una decisione assurda e forse frettolosa presa sull’onda dell’emotività e delle informazioni frammentarie e discontinue che arrivavano dall’uso che alcuni media hanno fatto delle parole della ballerina».
È un fatto che questo non è il primo scricchiolio del corpo di ballo milanese. Il debutto di Raimonda, oltre alla lettera di Garritano e compagne, era stato seguito con una critica tutta negativa nascosta nelle pagine cittadine da parte del Corriere, mentre lo spettacolo è stato seguito e apprezzato dai critici di mezza Europa.
È un fatto ancora che di questi tempi sono molti i ballerini in stato di agitazione, alla ricerca di visibilità, vittime di stress. Due esempi contrapposti: Eleonora Abbagnato, première danseuse all’Opéra di Parigi si è messa a fare film, spot, videoclip e a rilasciare dichiarazioni che la danza in Italia è morta. Sergej Polunin, etoile, ucraino, in forza al Royal Ballet, ha manifestato il proprio disagio abbandonando di brutto la compagnia. Ha scritto su Twitter: «Chi conosce qualcuno che vende eroina?».
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